L’impermeabilizzazione in modalità "BIM"

Siplast Icopal mette a disposizione gli oggetti BIM per dare un maggior supporto agli architetti.

BIM

Scaricate gratuitamente gli aggetti BIM Siplast Icopal in vari formati.

Foramti BIM

Che cos’è il BIM?
 SIPLAST-BIM

BIM è l’acronimo di Building Information Modelling, vale a dire un tipo di modellizzazione basato sulle informazioni dell’edificio. Si tratta di un nuovo processo di lavoro basato sulla tecnologia digitale che consente a tutti gli operatori del settore dell’edilizia di comunicare tra loro in maniera più efficace utilizzando la modellazione digitale. In altre parole, il BIM non è limitato ai software 3D.

Affidandosi all’esperienza di Polantis, una delle più rinomate agenzie del settore, Siplast ha sviluppato le prime soluzioni BIM specifiche per l’impermeabilizzazione.
Grazie a questa partnership, Siplast è in grado di presentare i suoi primi oggetti modellati, godendo di un vantaggio competitivo sui concorrenti del mercato della protezione strutturale.
Polantis, oltre a disporre delle licenze di diversi pacchetti software BIM, vanta uno staff di grande esperienza ed è in grado di garantire la distribuzione di oggetti a una nutrita base di architetti tramite la propria piattaforma sicura.

 

Dato che la creazione di oggetti Siplast è un’operazione complessa, la scelta della prima gamma da sviluppare è ricaduta sulla gamma Silver, senza dubbio la gamma più simbolica e universale della gamma di membrane bituminose.

Questa gamma comprende tre soluzioni principali: le membrane con autoprotezione, sotto protezione pesante o pavimentazione galleggiante, area verde o giardino.

I prodotti della gamma Silver, progettati con un chip RFID integrato, sono garantiti per 20 anni. Siplast fornisce assistenza alle aziende che adottano questa gamma per tutta la durata del progetto.
Tutte le gamme prodotti di Siplast saranno integrate nell’approccio BIM nei prossimi anni, compreso il settore dell’isolamento acustico (per interni).

Che cos’è un modello digitale?

Si tratta di un modello 3D della struttura da costruire. Il modello comprende componenti "smart" (ad es. oggetti BIM che rappresentano porte, finestre, pavimenti o sofisticate soluzioni impermeabilizzanti) contenenti informazioni riguardanti non solo il design ma anche il peso, i materiali, i dettagli del fornitore, gli standard di riferimento, la documentazione di supporto, ecc. L’intelligenza artificiale del modello digitale gli consente di "sapere" cosa sta succedendo nell’ambito del progetto. Consideriamo l’esempio di un muro: non si tratta solo di una rappresentazione simboleggiata da due linee, ma i dati allegati informano anche sul fatto che il muro sia isolato o meno, in calcestruzzo o mattoni, e che possa o meno essere dotato di porte e finestre.

 

Il software BIM è in grado di organizzare queste informazioni in maniera efficace e di prendere in considerazione le interazioni reciproche tra gli oggetti mentre valuta le ripercussioni di una decisione sulla globalità del progetto. Ad esempio, a una scala a chiocciola che si sviluppa tra due lastre di calcestruzzo verranno aggiunti automaticamente dei gradini e un pezzo di corrimano se aumenta lo spazio tra le lastre.

 

Il modello digitale consente quindi di "rilevare i conflitti". Dato che tutti i componenti o oggetti BIM in 3D all’interno del modello digitale interagiscono tra loro, sono collegati in maniera intelligente. Un modello digitale ben sviluppato emette degli avvisi relativi a potenziali conflitti di esecuzione che potrebbero comportare costi elevati durante la fase costruttiva. Esempio: condotti dell’aria condizionata che passano in mezzo a un impianto elettrico.

Il modello digitale dipende dalla qualità degli oggetti che lo compongono. Se gli oggetti forniti dai produttori sono corredati delle giuste informazioni, sarà più facile sfruttare le "competenze" del modello digitale.


Utilizzo del BIM a livello mondiale

La direttiva europea del 15 gennaio 2014 autorizza i 28 stati membri a rendere l’uso del BIM obbligatorio per gli appalti di lavori pubblici a partire dal 2016. La Francia e la Gran Bretagna, rispettivamente al primo e al terzo posto tra i principali mercati dell’edilizia e dei lavori pubblici in Europa, hanno già avviato le proprie riforme. I paesi scandinavi e i Paesi Bassi sono in una fase ancora più avanzata. La Germania attuerà quest’obbligo a partire dal 2018. Negli USA queste riforme sono già in vigore dal 2003, a Singapore dal 2008, a Hong Kong da quest’anno, in Corea del Sud a partire dal 2016 e in Brasile con effetto dal 2018.

L’implementazione del BIM negli appalti pubblici avrà come conseguenza una più ampia diffusione dell’uso del BIM anche nel settore privato, nonostante i principali operatori del settore già lavorino in base a questo modello.

Il 19 aprile 2016 è entrato in vigore in Italia il nuovo Codice appalti (dlgs 50/2016), che riscrive la disciplina dei contratti pubblici sul territorio italiano. Uno degli obiettivi è di favorire il progressivo utilizzo degli oggetti BIM presso le stazioni appaltanti per le nuove opere e i servizi di progettazione di importo superiore alle soglie comunitarie. Successivamente, sarà valutata una tempistica graduale per l’uso obbligatorio del BIM in base alla tipologia delle opere e dei servizi da affidare e al loro importo

Chi trae vantaggio dal BIM?

La principale motivazione è rappresentata dai risparmi generati dal BIM.

1 – Per l’appaltatore principale:
⁃ La riduzione del rischio di errori di progettazione e la rapida correzione a monte;
⁃ La semplificazione della gestione delle merci consegnate;
⁃ La diminuzione dei costi e dei tempi di consegna.

2 – Per gli architetti:
⁃ L’utilizzo di oggetti BIM predefiniti facilita le modifiche da apportare al modello digitale;
⁃ La progettazione degli oggetti è perfezionata;
⁃ Si risparmia tempo e si ottiene un maggior realismo del progetto.

3 – Per i produttori:
⁃ La possibilità di trasmettere le informazioni che desiderano condividere sui propri prodotti;
⁃ È più economico rispetto alla pubblicazione di cataloghi stampati;
⁃ Una maggiore visibilità, dato che è integrato nello sviluppo del progetto fin dal principio;
⁃ Un efficace strumento di comunicazione e promozione dal momento che trova applicazione nell’ambito di progetti reali.

4 – Per le aziende di costruzione:
⁃ La preconfigurazione e prefabbricazione degli elementi;
⁃ La riduzione del rischio di lesioni personali a causa di difetti di fabbricazione in cantiere;
⁃ Benefici a livello finanziario e umano.

Si stima che l’uso del BIM comporti un risparmio del 20%, oltre all’ottimizzazione della gestione dell’edificio dopo la costruzione.

Formati diversi.

Una sfida per il BIM è rappresentata anche dall’interoperabilità. Per ovviare a questo problema, esiste il formato IFC, che tuttavia comporta diversi inconvenienti: non supporta il 2D; alcuni dati potrebbero andare persi; alcuni parametri degli oggetti BIM non vengono copiati; non è possibile georeferenziare i progetti; ogni nuova edizione di questo formato non è compatibile con quella precedente.

Il COBie (Construction Operations Building information exchange) è uno schema formale per l’organizzazione delle informazioni (la "I" dell’acronimo BIM) riguardanti i progetti in fase di pianificazione e le strutture già costruite. Si tratta perciò di un metodo semplice -che può prevedere l’uso di fogli di calcolo - per condividere informazioni basandosi su una metodologia BIM. Il COBie è destinato principalmente alla gestione dell’edificio in seguito al suo completamento. Esiste già un COBie americano e britannico; non è stato ancora creato un COBie francese.
Per i progetti in sé, al momento esistono quattro formati principali:
⁃ Revit Architecture: software BIM più diffuso al mondo, creato da Autodesk (.rvt).
⁃ Microstation di Bentley: software americano poco conosciuto in Francia. Il suo vantaggio consiste nella capacità di comunicare con Revit Architecture e in una buona usabilità.
⁃ Allplan di Nemetschek: software tedesco (molto diffuso in Germania e Austria).
⁃ Archicad di Graphisoft: software ungherese molto diffuso nell’Europa dell’est, in Australia e in Nuova Zelanda.

Per i rendering, gli architetti utilizzano appositi pacchetti software che comunicano con il software BIM, dal momento che quest’ultimo non è in grado di fornire rendering grafici di qualità soddisfacente.


Offrendo il suo primo sofisticato complesso impermeabilizzante sotto forma di oggetti BIM, Siplast rivela un nuovo approccio mirato a fornire supporto a monte nell’ambito di implementazioni attuali e complesse, favorendo così una maggiore sicurezza per i progetti e per i cantieri.

 

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